Una delle caratteristiche più salienti delle città americane è che la maggior parte di esse sono state create e ideate seguendo il modello formulato dall'architetto greco Ippodamo da Mileto. In poche parole la città è fatta da isolati a forma di quadrato di 100 metri per 100, divisi da strade e marciapiedi che hanno sempre la stessa misura. Questa struttura si moltiplica per un'estensione incredibile, distanze pazzesche solo tra quartiere e quartiere. Riuscire a conoscere bene le strade di questa città è un'impresa ardua e penso che raramente le persone conoscano le strade oltre a quelle del proprio quartiere e le vie principali per percorrere la città. Non perdersi è praticamente impossibile, non ci sono punti di riferimento né geografici né tanto meno paesaggistici nella maggior parte della città. Ci sono alcune aree riconoscibili grazie ai monumenti, ma per il resto della città dove abita la maggior parte delle persone e si trovano la maggior parte delle attività commerciali, uno si deve guidare leggendo i numeri delle strade. Bisogna ricordarsi che si scende la numerazione si va verso il fiume e se sale ci si allontana. Inutile dire che mi perdo spesso.
Visualizza Casa mia a Buenos Aires in una mappa di dimensioni maggiori
venerdì 30 aprile 2010
privatizzazioni
Un buon esempio per spiegare come le misure economiche neo-liberiste funzionano quando attuate a regola d'arte sono le ferrovie argentine. Smembrate e privatizzate nel 1991, nel marzo del 1993 venivano cancellati tutti i servizi di passeggeri a lunga percorrenza. I servizi per il trasporto merci sono stati privatizzati. Adesso le uniche ferrovie funzionanti per trasporto passeggeri sono all'interno della provincia di Buenos Aires tranne per la recente riattivazione del servizio passeggeri verso Rosario e Cordoba da parte di un'azienda privata. Guardate che fine hanno fatto le carrozze abbandonate nel '93:
Adesso tra i binari abbandonati sta nascendo un orto biologico:
Adesso tra i binari abbandonati sta nascendo un orto biologico:
martedì 27 aprile 2010
primi giorni
Alla fine a Fiumicino l'unico modo per poter usare Internet era pagando non so quanti euro per avere un collegamento Alice del cazzo, per cui ho deciso di lasciare stare. Tra l'altro il volo era in overbooking, quindi ci è voluto molto più tempo per riempire l'aereo che ci avrebbe portato dall'altra parte dell'Oceano.
Oramai sono passati quattro giorni dal mio arrivo. E' stato abbastanza impressionante all'inizio, non tanto per tutte quello cose che riuscivo a ricordare perfettamente, ma, soprattutto per quelle cose che sono cambiate o che non riuscivo a ricordare perfettamente.
Partendo dalle prese elettriche che esistono in questa forma soltanto qui e in Australia:
Fino al modo in cui sono fatte le città, devo dire che sono ancora abbastanza rimbambito, comunque, non è da escludere che ciò sia anche dovuto alla differenza nel fuso orario e al fatto che qui siamo all'inizio dell'autunno e lassù siete all'inizio della primavera.
Ecco un esempio di com'è fatto il centro "storico" per così dire della città di Buenos Aires:
In fondo si vede "el Obelisco", uno dei monumenti più importanti della città, eretto per celebrare il quarto anniversario della fondazione della città nel 1936. In primo piano possiamo anche notare uno dei tanti tassisti che popolano il centro di questa città. Si tratta di una zona abbastanza turistica, una delle immagini più classiche di questa città, così come il Colosseo lo è per Roma. Fortunatamente, a differenza dell'Italia qua i tassì costano poco, e a certe ore della notte sono l'unico modo per tornare a casa senza deambulare per tutta la notte in una città deserta e tutta uguale.
Oramai sono passati quattro giorni dal mio arrivo. E' stato abbastanza impressionante all'inizio, non tanto per tutte quello cose che riuscivo a ricordare perfettamente, ma, soprattutto per quelle cose che sono cambiate o che non riuscivo a ricordare perfettamente.
Partendo dalle prese elettriche che esistono in questa forma soltanto qui e in Australia:
Fino al modo in cui sono fatte le città, devo dire che sono ancora abbastanza rimbambito, comunque, non è da escludere che ciò sia anche dovuto alla differenza nel fuso orario e al fatto che qui siamo all'inizio dell'autunno e lassù siete all'inizio della primavera.
Ecco un esempio di com'è fatto il centro "storico" per così dire della città di Buenos Aires:
In fondo si vede "el Obelisco", uno dei monumenti più importanti della città, eretto per celebrare il quarto anniversario della fondazione della città nel 1936. In primo piano possiamo anche notare uno dei tanti tassisti che popolano il centro di questa città. Si tratta di una zona abbastanza turistica, una delle immagini più classiche di questa città, così come il Colosseo lo è per Roma. Fortunatamente, a differenza dell'Italia qua i tassì costano poco, e a certe ore della notte sono l'unico modo per tornare a casa senza deambulare per tutta la notte in una città deserta e tutta uguale.
giovedì 22 aprile 2010
partenza
Ciao a tutti! Lo scopo di questo blog è innanzitutto quello di tenere aggiornati gli amici più stretti riguardo i miei viaggi per l'ignoto continente sudamericano. Non so bene ancora cosa scriverò, ma penso che dopo tutti questi anni d'assenza troverò parecchio materiale interessante da poter riversare qui. Dieci anni sono veramente tanti, anche se non sembra e col passare degli anni il tempo diventa sempre più implacabile.
Mancano circa quattro ore alla mia partenza e devo ancora finire di fare la valigie, farmi la doccia e sistemare tutto. Non mi piace affatto volare ma non altra scelta, 16 ore di viaggio non sono niente quando si devono fare circa 14.000 km di distanza verso l'emisfero australe.
Se riesco a scroccare un po' di wi-fi da Fiumicino magari scrivo qualcos'altro a mo' di commiato.
Gli operatori dell'Alitalia al check in non mi hanno lasciato salire la chitarra, spero di riuscire a farmi una nuova in Argentina.
Gli operatori dell'Alitalia al check in non mi hanno lasciato salire la chitarra, spero di riuscire a farmi una nuova in Argentina.
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