sabato 22 maggio 2010
venerdì 14 maggio 2010
outsourcing ovvero esternalizzazione: o meglio, approvvigionamento esterno
Ultimamente mi è capitato di dover fare una traduzione dall'inglese all'italiano, solo che stavolta sono stato perfino pagato. Il committente era probabilmente una rivista oppure un professionista del settore medicina in Italia poiché si è trattato di un articolo apparso su una rivista scientifica di settore. Quindi il primo passaggio porta questi due fogli di carta, battuti negli Stati Uniti e diventati un file pdf, verso l'Italia. Qui il lettore non se ne poteva far nulla dell'articolo intero in lingua originale e ha ben pensato a farselo tradurre da qualcuno. Probabilmente si sarà rivolto ad un'agenzia di traduzioni della sua città (oppure gliel'aveva raccomandata un amico) pensando fosse sicuramente l'opzione migliore per avere una lavoro di qualità. L'agenzia, sicuramente avrà ricevuto la consulenza (pagata profumatamente9 di qualche esperto di gestione e management. Il consulente avrà detto loro che far fare la traduzione in un paese terzo dalla valuta debole e incassare in € la traduzione una volta approdata Italia sia il modo migliore per aumentare i guadagna. E quindi loro si sono rivolti ad un'agenzia di traduzione che ha sede a Córdoba, Argentina. La quale poi, per ridurre a sua volta i costi, non ha nessun traduttore in pianta stabile. Tutte le traduzioni vengono eseguiti da collaboratori esterni che figurano come lavoratori autonomi per il fisco argentino. Uno di questi lavoratori ha ricevuto recentemente l'articolo in questione, ma siccome non aveva tempo o non aveva cazzi di tradurre due pagine di gergo farmacologico, l'ha rispedita a me. La cosa buffa è che lui si trova in Italia e io no. Il che vuol dire che questi due pezzi di carta hanno attraversato l'Atlantico e sono arrivati in Italia, per essere rispediti ancora una volta in America (del Sud stavolta). Da lì sono ripartiti elettronicamente verso qualche server italiano. Infine, le ferree regole del capitale li hanno riportati a Buenos Aires. Dopo una breve permanenza di due giorni nell'hard disk del mio portatile un cavo sottomarino (o magari un satellite, la vista da lassù dev'essere magnifica) il mio conoscente lavoratore argentino esternalizzato due volte, nonché residente in Italia, li ha fatti avere all'agenzia di Córdoba che successivamente li manderà all'agenzia presente in una ics città italiana la quale si occuperà di incassare il compenso del professionista medico poco avvezzo all'inglese. Una parte di questo compenso finirà all'agenzia, un'altra all'agenzia delle entrate in concetto di tasse; il resto, subirà un cambio di valuta e rimpinguerà le casse dell'agenzia argentina che a sua volta farà avere tra qualche mese una percentuale prestabilita per parola al lavoratore autonomo mio conoscente. Colui che, in ultima istanza, mi farà un vaglia così potrò avere finalmente i soldi.
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